Menopausa

SECCHEZZA VAGINALE E ATROFIA VULVO-VAGINALE

E. Mistrangelo
La secchezza vaginale è un problema piuttosto comune, specie in alcuni periodi della vita. Tipica della menopausa ma non solo, la mancanza di lubrificazione vaginale rappresenta molto spesso un freno alla propria serenità sessuale. Oggi si hanno molteplici possibilità per affrontare il problema della secchezza vaginale, non più solo applicando gli appositi gel lubrificanti disponibili in farmacia, ma ricorrendo a soluzioni più innovative e sicure.


I SINTOMI

I segni ed i sintomi che accompagnano la secchezza vaginale includono, tipicamente, pruriti e bruciori all'apertura della vagina ed al suo terzo inferiore, associati a dolore e talvolta a piccoli sanguinamenti durante i rapporti sessuali.
In menopausa poi si hanno modificazioni specifiche, dovute alla carenza estrogenica. La vulva va incontro a una serie di cambiamenti anatomici e fisiologici che prevedono la perdita del tessuto sottocutaneo e un assottigliamento della cute, per cui le piccole e le grandi labbra si riducono di dimensioni, in alcune donne le piccole labbra possono sparire completamente. La vagina perde elasticità, diventa meno distendibile, le cellule si impoveriscono di glicogeno, il ph vaginale tende ad elevarsi e tutto questo determina un’alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema vaginale, predisponendo così ad infezioni vulvo-vaginali. Il pavimento pelvico va incontro a un processo di involuzione e perde la sua efficienza, aumentando il rischio di prolasso uterino e incontinenza urinaria. Anche l’apparato urinario in menopausa risente della carenza degli estrogeni, che predispone le donne all’insorgenza di cistiti ricorrenti e incontinenza urinaria. La carenza di estrogeni genera infatti delle alterazioni atrofiche anche a livello dell’uretra e della vescica e per questo si parla oggi di “sindrome uro-genitale della menopausa”.


ATROFIA VULVO-VAGINALE IN MENOPAUSA in cifre

Fino al 50% delle donne in post-menopausa può manifestare segni e sintomi urogenitali che solitamente peggiorano in assenza di trattamento continuo.
Tale incidenza è probabilmente sotto riportata e sottostimata. 
Nel mondo Occidentale solo 1 donna su 4 richiede un intervento medico a causa dei sintomi legati all’ atrofia vaginale.
Circa il 40% delle donne con atrofia vaginale riporta dispareunia (dolore ai rapporti sessuali).
E’ stata svolta un’indagine da parte dell’AOGOI volta a valutare le opinioni dei ginecologi rispetto ai fattori di prevenzione della dispareunia da scarsa o nulla secrezione della mucosa vaginale e i consigli utili nella pratica clinica da dare alle donne per prevenire e ridurre la secchezza vaginale. I ginecologi che hanno partecipato all’indagine hanno indicato che la scarsa lubrificazione è la causa del 37% dei casi di dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e tale percentuale sale al 56% in post-menopausa.


LE CAUSE

La diminuzione della naturale idratazione vaginale pur essendo tipica della menopausa, può colpire le donne in ogni momento della vita poiché può essere legata a più fattori:

1: RIDUZIONE DEI LIVELLI DI ESTROGENI
Donne nel postpartum e in allattamento
Donne in pre- e peri-menopausa 
Donne in menopausa avanzata con atrofia vaginale
2: TRATTAMENTI FARMACOLOGICI, CHIRURGICI E RADIOTERAPICI
Contraccettivi ormonali orali
Agonisti del GnRH (utilizzati ad esempio per l’endometriosi)
Trattamenti oncologici
Terapia endocrina (Tamoxifene/Inibitori dell’Aromatasi) 
Chemio/ Radioterapia/ Chirurgia (ovariectomia bilaterale) 

3: ALTERAZIONI DELLA FLORA MICROBICA VAGINALE
Donne in gravidanza con infezioni e disturbi vulvo-vaginali di tipo irritativo

OGGI LE SOLUZIONI ESISTONO

1. Estrogeni Locali
Oggi esistono preparati a base di estriolo con dosaggio 10 volte inferiore rispetto a quello dei prodotti topici standard che permettono di ottenere ottimi risultati con scarso o nullo impatto sistemico
2. IDRATANTI VAGINALI (diversi dai semplici lubrificanti)
Nelle donne in cui la terapia ormonale non è indicata, l’utilizzo di idratanti vaginali può migliorare la lubrificazione. L’uso regolare di idratanti a lunga durata di azione rappresentano sempre il trattamento di prima scelta nelle donne con Atrofia Vulvo-Vaginale sintomatica (Livello A di raccomandazione – The North American Menopause Society)
Gli idratanti vaginali trattengono acqua e forniscono un sollievo a lungo termine della secchezza vaginale, migliorano il pH vaginale, l’elasticità e riducono il bruciore, l’irritazione e la dispareunia (The American College of Obstetrician and Gynecologists)

3. PREPARATI A BASE DI ACIDO IALURONICO

L’acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali del tessuto connettivo e la sua distribuzione è praticamente ubiquitaria. La sua concentrazione nei tessuti tende a diminuire con l’età. Svolge una funzione di sostegno del derma mantenendone l’idratazione e quindi il tono. Interagisce con i proteoglicani per generare aggregati con peso molecolare molto alto, capaci di trattenere grandi quantità di acqua. I preparati locali o sistemici a base di acido ialuronico aiutano a migliorare i sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale. 
4. PREPARATI A BASE DI COLLAGENE
Circa un quarto di tutte le proteine del nostro corpo è collagene. I preparati a base di collagene hanno proprietà idratanti simili all’acido ialuronico. 
5. LASER VAGINALE 
Esistono oggi trattamenti laser specifici che permettono di rigenerare la mucosa vaginale, garantendo una diminuzione della secchezza vaginale e alleviando il senso di bruciore e prurito intimo, con un conseguente miglioramento del dolore durante i rapporti sessuali. 

Le soluzioni esistono, l’importante è affrontare e diagnosticare il problema. Parlare con il ginecologo dei disturbi della secchezza vaginale permetterà di impostare tempestivamente la terapia efficace più idonea. 

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